Andiamo a convivere?

Oggi vorrei affrontare un tema molto scottante qui sulla tazzina, un tema che spesso rende il mio lavoro di decoratrice d'interni più difficile del previsto ma che accolgo sempre come una sfida: come riuscire a far incontrare i gusti di una coppia nell'interior design?
Ultimamente penso sempre più spesso a questo tema e il motivo non riguarda solo il progetto che sto affrontando per una coppia di clienti, ma anche la mia vita privata.

Ebbene, anche per me il momento della convivenza si sta avvicinando (YEEEEE) e siamo giunti in quella fase speciale in cui insieme si scelgono i mobili e si vaga per showroom a richiedere preventivi.

La parola chiave nell'ultima frase è insieme. Sì, perché a me non interessa se l'uomo in questione è meno ferrato di me sull'argomento, per me la cosa fondamentale è costruire uno spazio dove entrambi possiamo sentirci a nostro agio, dove sentirci al sicuro e riconoscere un po' di noi stessi in ciò che ci circonda.



Trovo ingiusto (per non dire crudele!) costringere il proprio ragazzo a vivere circondato da carta da parati a fiorellini, così come trovo assurdo per una donna il pensiero di abitare in un appartamento da scapolone che ricorda quello dei protagonisti di The Big Bang Theory, coi divani in pelle e i giochi per la playstation in bella vista sul coffee table - angoscia, paura e sgomento.

Come in qualsiasi momento importante per la coppia in cui bisogna prendere delle decisioni, quando si tratta di scegliere l'arredamento della futura casa "insieme" è importante trovare un compromesso. Il compromesso è quella cosa che eviterà in un futuro sentirsi rinfacciare frasi come "il divano che hai scelto tu è una ciofeca!" oppure "lo sapevo che dovevamo prendere la cucina che dicevo io!".

...Niente panico: non vi sto dicendo di sottomettervi al volere di qualcuno dai gusti totalmente opposti ai vostri e di prendere qualcosa che non vi piace, anzi. 
Nella situazione ideale si compra un arredo solo ed esclusivamente quando piace ad entrambi.

Lo so, non è facile... Ed è per questo che per arredare casa ci sto mettendo un'era geologica: perché ci tengo ad essere circondata da mobili ed oggetti che facciano sentire bene sia lui che me, che non creino dissapori e malumori ma che soprattutto avremo la soddisfazione di definire "nostri" in ogni momento
Inoltre è anche una questione economica! Quanto dura sarebbe sganciare la metà dei soldi per acquistare qualcosa che non piace? Soprattutto contando che quando si tratta di design, anche il 50% del prezzo di un arredo in genere è un salasso... 
Lo dice una che ha speso i risparmi di 6 mesi per pagare mezzo letto. No comment.
Meglio quindi essere sempre convinti delle proprie scelte ed assicurarsi che anche il partner lo sia. :) 



Personalmente mi ritengo molto fortunata: il mio ragazzo ha uno stile molto simile al mio e spesso ci troviamo d'accordo durante le nostre sessioni di home-shopping. 
Per d'accordo intendo che le cose che indico nei negozi o nei cataloghi non gli fanno schifo (per me è una grande vittoria) e facendolo ragionare sull'idea, il contesto eccetera, va a finire che se ne innamora pure lui e viviamo per sempre felici e contenti.
Ma accade anche l'opposto, ecco un esempio: mi sono ritrovata indecisa tra due rivestimenti e lui mi ha fatto ragionare sulla scelta migliore da fare. 
Adesso sono convintissima di ciò che abbiamo scelto ed è stato solo grazie a lui.

Siamo riusciti a trovare una palette di colori che piacesse ad entrambi e che rispecchiasse il nostro concetto di "casa", abbiamo chiarito che il grigio in tutte le sue nuances (molto maschile) è perfetto con l'idea di bianco nordico che mi affascina da sempre.
Per non parlare del fatto che lui è pure un grande fan del verde menta e dell'azzurro polvere... Jackpot!

Il segreto è riuscire a creare una base abbastanza neutra in modo da far convivere il mio gusto con il suo, giocando con gli stili per crearne uno tutto nostro che mi piace definire "eclettico ma coerente", come se l'avessimo inventato noi.

Voi come avete gestito la convivenza? :) Vi definite entrambi felici dell'arredamento scelto per casa vostra oppure uno dei due si è dovuto sottomettere ai gusti dell'altro?
Non vedo l'ora di leggere le vostre esperienze! :)

12 commenti:

  1. Mio marito su molte cose dell'arredamento aveva e ha le idee molto chiare, fin troppo. A volte è stata dura trovare un punto di incontro, e spesso abbiamo sbagliato ma tant'è, è la scusa buona per cambiare. ;)

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    1. Insomma, siete due teste calde :P Il cambiamento è sempre positivo, e gli errori sono necessari per capire meglio cosa vogliamo... Infatti adesso la tua casa è una bomba, o sbaglio? <3

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  2. Io come Serena qui sopra. Mio marito ama la casa, ama scegliere arredi e disposizioni, ama anche i complementi e ha gusti molto precisi. I primi tempi abbiamo dovuto trovare un punto d'incontro in uno stile che facesse sentire a proprio agio entrambi e ognuno dei due è sceso a compromessi su alcune cose. Pian piano adesso i nostri gusti cambiano e per fortuna cambiano quelli di entrambi. Ma a casa nostra quando avevo scelto azzurro polvere per le pareti mi ha portato a casa azzurro neonato. Puoi immaginare ;)

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    1. Però è bello trovare un uomo che ci tiene! Questa è una cosa super positiva :) Aiuto l'azzurro neonato noooooooooo! Come avete risolto? :D

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  3. Bellissimo post Camilla! =)
    Io e il mio ragazzo stiamo finendo di arredare la nuova casa e, grazie al cielo, siamo quasi sempre stati d'accordo sui pezzi che abbiamo scelto. Mi ritrovo moltissimo nella tua esperienza!
    Anche a me è capitato di chiedergli fiducia per un pezzo che poi ha convinto anche lui e di cui si è perdutamente innamorato. Ma, allo stesso modo, mi è capitato di dargli ragione per cose di cui non ero convinta ma che si sono rivelate azzeccate.
    (P.S. La nostra palette è molto simile alla vostra!!! ;))

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    1. Grazie Mary! Quanto è soddisfacente trovare dei compromessi? :)

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  4. scegliere l'arredamento insieme è meraviglioso, un periodo fantastico ♥
    io e il mio ragazzo siamo abbastanza fortunati, avendo gusti simili. siamo stati anche concordi nel cercare di creare uno spazio che parlasse di noi, più che seguire uno stile particolare. il risultato è un bel mix, e non soffrendo di horror vacui è ancora un work in progress: quando vediamo qualcosa che ci piace in giro per il mondo, ce lo portiamo a casa! ad esempio, non riuscivamo ad accordarci su un tappeto che piacesse ad entrambi (se non pezzi con prezzo proibitivo) quindi abbiamo rimandato la scelta finchè è scattato l'amore in un negozio di tappeti a Sarajevo :)

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    1. Questo è ciò che mi piace sentire come esperienza, sono assolutamente d'accordo su tutto quello che hai scritto: la casa si deve "costruire" poco a poco, sfruttando i colpi di fulmine inaspettati! Grazie per questo commento :)

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  5. Io sono passata dal mio piccolissimo e nordicissimo monolocale al più ampio e molto etnico trilocale del mio compagno. La casa mi piace moltissimo e per fortuna lui non l'aveva arredata molto per cui sono riuscita a portare gran parte dei miei mobili (è difficile trasferirsi in una casa in cui non hai messo niente di tuo). All'inizio è stata dura cercare di dare un senso a quegli stili completamente differenti, ma il bello è arrivato quando siamo riusciti entrambi a trovare la giusta mediazione e la casa a quel punto ha cominciato a prendere forma. Detto questo sto ancora cercando di liberarmi di certi "mostri" che purtroppo ancora non sono riuscita ad eliminare (vedi alla voce: letto in banano intrecciato con comodini in pendant)...prima o poi avrò la meglio! :)

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  6. che bel post!! io vivevo già da un po' nella nostra attuale casa, mi ci è voluto un po' a concedere spazi e accettare proposte e suggerimenti, ma devo dire che senza il contributo di mio marito la mia casa sarebbe ancora arredata a metà e senza un chiodo appeso, in attesa delle mie infinite indecisioni....

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  7. Che bello questo post...mi piacciono i post scritti, i racconti, quelli che fanno riflettere su quante sfumature racchiude la parola "casa". Mi hai dato un bellissimo spunto di riflessione. Grazie!

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  8. Aggiungo questo...Dopo aver arredato la xasa con il proprio compagno, quando arrivano i figli, tocca rendere partecipi anche loro, volenti o nolenti. Io ho dovuto esporre sul mobile del soggiorno il classico cavallino rampante in vetro multicolor (e ne avesse uno solo in tinta col soggiorno) acquistato da mio figlio in gita a Venezia...Per lui è bellissimo e vuole vederlo lì, in bella mostra in fianco agli oggetti della mamma :-) .

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